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1° e 2 febbraio – Roberto Zarpellon sul podio per il Ciclo Mozart (con due pagine di autori fiorentini)

Firenze, 31  gennaio 2019 – Il maestro Roberto Zarpellon salirà sul podio del Teatro Goldoni il 1° e il 3 febbraio alle 20 per dirigere l’Orchestra del Maggio in due nuovi appuntamenti del Ciclo Mozart. In programma l’Ouverture da Démophon di Luigi Cherubini. La Sinfonia in la maggiore K. 134 di Wolfgang Amadeus Mozart, l’Ouverture da Chimène ou Le Cid di Antonio Sacchini e la Sinfonia in sol maggiore Hob:I:94, La sorpresa di Franz Joseph Haydn.

Il programma proposto dal maestro Zarpellon prevede due opere sinfoniche di Mozart e Haydn ma anche pagine di due autori fiorentini che hanno goduto di fama indiscussa all’estero: Antonio Sacchini e Luigi Cherubini.

Ouverture da Chimène ou Le Cid – Antonio Sacchini
Dopo essersi formato alla scuola napoletana con Francesco Durante e aver insegnato in uno dei Conservatori della città partenopea, Sacchini cercò maggior fortuna prima in Inghilterra e poi in Francia. Proprio negli anni trascorsi a Parigi diventò il musicista prediletto della regina Maria Antonietta, un favore che tuttavia gli costò le ostilità dei colleghi francesi, indispettiti dalla preferenza della regina per lo stile italiano. L’ouverture in programma è tratta dalla Chimène ou Le Cid, seconda opera realizzata per la corte di Francia e andata in scena nel 1783 a Fontainebleau. In questa pagina Sacchini sfoggia una scrittura baldanzosa e di impatto sonoro immediato grazie a due temi semplici, il primo vivace e martellante, il secondo più garbato e cantabile, declinati nel gioco dinamico di piano e forte e nell’alternanza timbrica tra archi e oboi e tutti orchestrale.

Ouverture da Démophon – Luigi Cherubini
Compositore amatissimo da Beethoven, Luigi Cherubini deve gran parte della sua formazione a Giuseppe Sarti, noto operista del tempo. Grazie all’aiuto del suo maestro il giovane fiorentino inizia a ottenere i primi successi in campo operistico e, come Sacchini, si trasferisce inizialmente in Inghilterra per poi stabilirsi definitivamente in Francia. Il suo debutto parigino all’Opéra è datato 1788 con Démophoon, opera accolta con scarso entusiasmo dal pubblico francese. Nonostante l’insuccesso, nell’ouverture del Démophoon Cherubini mostra di aver raggiunto piena maturità stilistica e di possedere un’indiscutibile capacità sinfonica sia nel trattamento dei temi drammatici e carichi di pathos, impiegati nella cupa tonalità di do minore, sia nel potente organico scelto (con flauti, oboi, fagotti e trombe).

Sinfonia in la maggiore K. 134 – Wolfgang Amadeus Mozart
Nell’estate del 1772, prima della partenza per il terzo viaggio in Italia, Mozart completa tre sinfonie che si andranno ad aggiungere alle molteplici creazioni nate in quell’anno così fruttuoso. La Sinfonia in la maggiore KV 134, che è l’ultima delle tre, condivide con le precedenti la stessa atmosfera lieve e gioiosa, tipica delle composizioni giovanili, mentre si distingue per il particolare colore dato dall’inserimento nell’organico di due flauti al posto degli oboi. La completa padronanza della scrittura sinfonica è ben evidente in ognuno dei quattro movimenti, in cui Mozart si destreggia con eleganza tra contrapposizioni tematiche, delicato lirismo e vivacità ritmica.

Sinfonia in sol maggiore Hob:I:94, La sorpresa –  Franz Joseph Haydn.
In occasione delle tournée a Londra – tra il 1791 e il 1795 – Haydn realizza dodici sinfonie. In terra anglosassone il suo nome è famoso e le sue composizioni sono richiestissime. Inoltre, nella capitale inglese Haydn può disporre di una grande orchestra con virtuosi in ogni sezione, un particolare non da poco e che influenza le scelte timbriche riscontrabili nelle sinfonie ‘londinesi’. Terza del gruppo, la Sinfonia n. 94 in sol maggiore è nota per il doppio appellativo ‘La sorpresa’ o ‘Con il colpo di timpano’. In quest’opera l’effetto ‘sorpresa’ è dato infatti dalle entrate inaspettate dei timpani, che, soprattutto nel secondo movimento, rafforzano i contrasti dinamici e timbrici.