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Zubin Mehta
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Ciclo Brahms
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8 giugno 2021
8 giugno 2021
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Johannes Brahms
Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77
Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98
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Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77
Come sua abitudine, Brahms preferiva dedicarsi alla composizione nel corso delle vacanze e proprio durante un soggiorno a Pörtschach - il grazioso paesino della Carinzia già ispiratore della Seconda Sinfonia e di altre celebri pagine pianistiche -  nell’estate del 1878 realizzò il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77. Dedicatario dell’opera era Joseph Joachim, celebre virtuoso dell’arco nonché grande amico del compositore. A lui Brahms si rivolse costantemente per pareri e consigli durante le varie fasi della composizione, lasciandogli l’onore e l’onere di comporre la cadenza del primo movimento, come non accadeva dai tempi di Mozart. Inizialmente progettato in quattro movimenti, il Concerto viene alla fine congedato in tre: un maestoso Allegro iniziale, ricchissimo di invenzioni tematiche, un poetico Adagio, costruito nella forma del Lied tripartito e infine un Allegro giocoso, un Rondò vivacissimo costruito su un tema danzante di origine ungherese.

Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98
Durante le vacanze estive del 1884 e del 1885 Brahms attese alla composizione della Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98, l’ultima del suo catalogo. Erano trascorsi quasi dieci anni dalla sua prima e temutissima prova in campo sinfonico e Brahms aveva ormai confermato il suo valore sul campo dopo aver costruito passo dopo passo il proprio linguaggio nel segno della classicità rivista attraverso la sensibilità romantica. Così nella sua ultima creatura sinfonica il virtuosismo compositivo si sposa a una cantabilità intrisa di malinconia dando vita a un discorso musicale dove ogni idea tematica viene plasmata meticolosamente prima di trovare la sua collocazione ideale. Il primo movimento, ad esempio, è costruito interamente a partire da un intervallo di terza e dal suo rivolto; si tratta di materiali minimi ma che tra le mani dell’artigiano delle note Brahms vengono sfruttati in tutte le loro possibilità. Anche il secondo tema è costruito su intervalli di terza così come tutte le altre idee tematiche che sembrano germogliare da quel medesimo seme dalle potenzialità infinite. E se nell’Allegro iniziale il compositore costruisce con pochi e semplici intervalli un intero e complesso movimento, nel grandioso Allegro finale decide di sfoggiare il più alto magistero contrappuntistico. Brahms chiude infatti il capitolo, breve ma intenso, della sua produzione sinfonica con una Ciaccona - una serie di variazioni su un basso ostinato - basata su un tema derivato dalla Cantata BWV 150 di Bach, celebrando in tal modo la tradizione musicale di appartenenza e stabilendo, al contempo, il punto di non ritorno del sinfonismo romantico.