Accademia
Eliahu Inbal
Eliahu Inbal
11 ottobre 2020
11 ottobre 2020
Si prega di prendere visione dell'informativa COVID-19 nella gestione dei posti   

Anton Bruckner
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore
-
Composta tra il 1875 e il 1876 e ritoccata, secondo prassi dell’autore, nei due anni seguenti, la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore si pone al centro della produzione sinfonica di Anton Bruckner. Da circa un decennio il mite musicista austriaco aveva lasciato il silenzio delle abbazie di provincia, dove si era fatto le ossa come organista, per tentare la via del sinfonismo nella capitale. Ma sono anni difficili per Bruckner: l’ambiente musicale viennese gli è ostile e molte delle sue opere non vengono eseguite. Sembra che niente basti a renderlo gradito al pubblico e alla critica - che mai ne comprenderà a fondo la grandezza finché sarà in vita - nonostante fuori patria sia osannato come il più grande organista del suo tempo e abbia anche ottenuto la prestigiosa cattedra di armonia e contrappunto al Conservatorio di Vienna. Tuttavia il compositore non si perde d’animo e continua a vergare fiumi di note per creare le sue imponenti architetture sinfoniche. La Quinta era considerata dallo stesso Bruckner il suo capolavoro nell’arte del contrappunto e ascoltandola se ne ha assoluta conferma. Strutturata in quattro movimenti, preceduti da un Adagio introduttivo, la sinfonia è costruita su una fitta trama polifonica che trova la sua massima espressione nei movimenti estremi. Il Finale, soprattutto, è la celebrazione massima della complessa arte di combinare più voci contemporaneamente. Qui Bruckner non risparmia nulla: un’introduzione retrospettiva dei temi principali dei movimenti precedenti - su modello della Nona di Beethoven - tre temi elaborati in contrappunto e una doppia fuga sul terzo tema che sfocia in una conclusione magniloquente a piena orchestra.