Francesco Meli e Luca Salsi: 16 giugno 2026

Martedì 16 giugno 2026 alle ore 20 Francesco Meli e Luca Salsi protagonisti di un appassionante recital di canto.
Un concerto dedicato alle arie di Giuseppe Verdi con due fra i più grandi interpreti della scena internazionale.
Al pianoforte, Nelson Calzi.
Illustrazione © Gianluigi Toccafondo
Firenze, 15 giugno 2026 – Un nuovo appuntamento arricchisce il calendario dell'88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino.
Martedì 16 giugno alle ore 20, nella Sala Mehta del Teatro del Maggio, il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi, artisti di riferimento della scena lirica internazionale e interpreti fra i più autorevoli del repertorio verdiano, sono protagonisti del recital di canto dedicato a Giuseppe Verdi, accompagnati al pianoforte da Nelson Calzi.
Un appuntamento che riunisce sul palcoscenico del Teatro due protagonisti assoluti della lirica italiana, da anni applauditi nei maggiori teatri del mondo e al Maggio dove frequentemente hanno illuminato il palcoscenico con le loro interpretazioni. Entrambi tornano al Maggio dopo le recentissime e coinvolgenti masterclass aperte al pubblico e rivolte ai giovani talenti dell’Accademia del Maggio dove hanno mostrato e trasmesso la loro grande attenzione alla parola, la loro continua ricerca stilista, il rigore interpretativo e la profonda conoscenza del linguaggio verdiano allo stesso identico modo di quando vestono i panni dei loro differenti personaggi, interpretazioni che li hanno resi ambasciatori dell’eccellenza dell’opera italiana nel mondo.
La serata propone un variegato percorso verdiano: si comincia con “Io la vidi e al suo sorriso”; “È lui!… desso… l’Infante!”; “Son io, mio Carlo… Per me giunto è il dì supremo… Io morrò ma lieto in core”, tutte tratte dal Don Carlo di Giuseppe Verdi. Il recital prosegue poi con altre arie tratte da altri due capolavori del Cigno di Busseto: “La vita è inferno all’infelice… O tu che in seno agli angeli”, “Morir!… tremenda cosa!… Urna fatale del mio destino” e “Invano Alvaro ti celasti al mondo” de La forza del destino e “Dio! Mi potevi scagliar” e “Credo in un Dio crudel" tratte da Otello. Il concerto termina con un altro estratto dall’Otello, “Non pensateci più… Ora e per sempre addio… Era la notte… Sì, pel ciel…”.
Nelson Calzi, al pianoforte, seguirà tutto il concerto concedendosi due momenti di assolo; nel primo eseguirà Widmung S 566 di Franz Liszt, devoto ammiratore delle opere di Verdi tanto da aver trascritto numerose parafrasi delle sue opere come quelle, tra le più famose, di Trovatore, Aida e Rigoletto; ed è proprio da quest’ultima che Calzi sarà protagonista nell’esecuzione della celebre Rigoletto. Paraphrase de concert S 434, composta nel 1859 sui temi del grande quartetto del terzo atto di Rigoletto “Bella figlia dell’amore”.