28 maggio alle ore 20: Philippe Jordan sul podio del Maggio

Giovedì 28 maggio alle ore 20, nella Sala Mehta del Teatro, il maestro Philippe Jordan sale sul podio alla guida dell’Orchestra del Maggio. 

In programma le composizioni di Ludwig van Beethoven e di Anton Bruckner. 

Con lui, al pianoforte, Jan Lisiecki.

Illustrazione © Gianluigi Toccafondo

Firenze, 26 maggio 2026 – A distanza di pochi giorni dai grandi successi dei concerti diretti da Dmitry Sinkovski e Antonio Pappano, la Sala Mehta del Maggio s’illumina per un altro appuntamento sinfonico. Giovedì 28 maggio, alle ore 20, il maestro Philippe Jordan torna sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Con lui, al pianoforte, Jan Lisieckial suo debutto al Maggio.

Philippe Jordan - che nelle stagioni del Maggio ha debuttato in occasione di un altro concerto sinfonico nell’aprile del 2021 - ha iniziato la sua carriera a 20 anni come Direttore musicale al Teatro di Ulm; nel 1998 è diventato assistente di Daniel Barenboim alla Staatsoper di Berlino (teatro nel quale è stato anche Principale direttore ospite), e dal 2001 al 2004 è stato Direttore principale dell’Opera e dell’Orchestra Filarmonica di Graz. Ha successivamente debuttato al Metropolitan Opera di New York, alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, al Teatro alla Scala, alla Bayerische Staatsoper e alla Wiener Staatsoper. Dal settembre 2020 al giugno 2025 è stato Direttore musicale della Vienna State Opera, dove ha guidato numerose nuove produzioni di rilievo tra cui Madama ButterflyParsifalMacbethLe nozze di Figaro e Die Meistersinger von Nürnberg.

Jan Lisiecki ha alle sue spalle una carriera di più di dieci anni su alcuni dei più rilevanti palcoscenici del mondo. È regolarmente ospite presso i principali festival estivi in Europa e Nord America tra i quali il Festival di Salisburgo e, più recentemente, i BBC Proms. Giovanissimo, a 15 anni, gli è stato offerto un contratto discografico in esclusiva per Deutsche Grammophon: da allora ha registrato nove album che sono stati premiati con il JUNO Award, l’ECHO Klassik, il Gramophone Critics’ Choice, il Diapason d’Or e l’Edison Klassiek. A soli 18 anni è stato il più giovane artista della storia a ricevere un Gramophone “Young Artist” Award, oltre a un Leonard Bernstein Award.

Il concerto si apre con due composizioni di Ludwig van BeethovenLeonore, ouverture op. 72b e il Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra.

Delle quattro ouvertures composte per Fidelio, la Leonore n. 3 op. 72b è la più nota e rappresenta l’autentica summa musicale del dramma. Beethoven la compose nel 1806 per la seconda versione dell’opera, tuttavia l’ampio respiro sinfonico e le dimensioni fin troppo dilatate di questa sinfonia operistica lo spinsero nel 1814, in occasione della terza e ultima versione del Fidelio, a sostituirla con una nuova e ultima ouverture più breve e musicalmente meno impegnativa.

Segue il Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra: composto tra il 1800 e il 1802, il Concerto n. 3 debuttò a Vienna il 5 aprile del 1803, con Beethoven stesso in veste di solista.

Chiude la serata sinfonica la celebre Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore, detta “Romantica” di Anton Bruckner: il titolo descrittivo Romantica (Romantische) fu apposto dallo stesso compositore che, pur senza trascriverle in partitura, aveva stilato una serie di didascalie di ispirazione storico letteraria: il risveglio di una città medievale, i richiami mattutini delle trombe, cavalieri al galoppo, serenate, allegre scene di caccia e una chiassosa festa popolare. Fu eseguita per la prima volta il 20 febbraio 1881 da Hans Richter a capo dei Filarmonici di Vienna.