Zubin Mehta

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Da Giovedì 11 Febbraio 2021

Data Luogo Acquista
Giovedì 11 febbraio 2021 20:00 Teatro del Maggio



 


Franz Schubert
Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D. 125

Franz Joseph Haydn
Sinfonia in re maggiore Hob:I:96, Il miracolo

Franz Liszt
Les Préludes S 97

In collaborazione con l'etichetta Dynamic
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Franz Schubert - Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D. 125
Se è indubbio che le prime sinfonie composte da Schubert tra i sedici e i diciotto anni siano ascrivibili a un esercizio di apprendistato maturato nell’alveo del classicismo viennese, è pur vero che in esse sia già riscontrabile una sensibilità sinfonica originale e personalissima. Ne è esempio la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore che impegna Schubert tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815 per ben quindici settimane, un tempo lunghissimo se paragonato alle repentine gestazioni della Prima e della Terza, nate in pochi giorni. La struttura scelta è la consueta: un Adagio introduttivo seguito da un Allegro in forma-sonata, un Andante, qui in forma di tema con variazioni, un Minuetto in stile settecentesco e un Presto finale. Ma mentre da un lato Schubert si mostra rispettoso delle convenzioni classiche, nei movimenti centrali specialmente, dall’altro manifesta intraprendenza e voglia di sperimentare in campo armonico e formale, attraverso le modulazioni originali e inaspettate del primo tempo e i marcati contrasti dinamici e timbrici di matrice beethoveniana nell’ultimo movimento.

Franz Joseph Haydn - Sinfonia in re maggiore Hob:I:96, Il miracolo
Le dodici sinfonie ‘londinesi’ di Haydn, composte tra il 1791 e il 1795 in occasione delle due fortunate tournée nella capitale inglese, rappresentano l’apice della sua produzione orchestrale. Quarta del gruppo, la Sinfonia n. 96 in re maggiore The miracle fu composta nel 1791 ed eseguita l’11 marzo dello stesso anno a Londra. Il titolo apocrifo Il miracolo è dovuto a un singolare incidente accaduto la sera dell’esecuzione. Come prassi del tempo, Haydn dirigeva le sue sinfonie seduto al cembalo. Si racconta che alla fine del concerto una parte del pubblico si alzò dalle poltrone avvicinandosi al palco per complimentarsi con il Maestro, quando un lampadario si staccò dal soffitto schiantandosi proprio sulle sedute in quel momento fortunatamente vuote. Come le altre ‘londinesi’, anche la Sinfonia n. 96 si apre con un’introduzione lenta, un gesto solenne che anticipa un Allegro ricco di invenzioni timbriche. L’Andante che segue è costruito su un tema e variazioni di gusto rococò, mentre il grazioso Minuetto si muove a passo di danza popolare. Nel Finale spicca invece un rondò dal tema brillante che chiude festosamente l’opera.

Franz Liszt - Les Préludes S 97
Les préludes è il terzo e più noto dei tredici poemi sinfonici composti da Franz Liszt, sebbene sia nato in altra veste. Nel 1844 Liszt aveva realizzato un’ouverture per una composizione corale intitolata Les quatre éléments, su testo del poeta Joseph Autran, rimasta inedita. Qualche anno dopo, nel 1850, decise di rielaborare quella composizione per farne un poema sinfonico. I lavori si protrassero fino al 1854, anno del debutto de Les préludes nella sua veste definitiva a Weimar sotto la direzione dello stesso autore. Il programma letterario dell’opera, aggiunto da Liszt a composizione ultimata, fa riferimento a un’ode del poeta Alphonse de Lamartine - una riflessione sul tema dell’uomo in perenne lotta contro le avversità della vita - contenuta nella raccolta Nouvelles méditations poétiques. Anche se la struttura del poema sinfonico è in un unico movimento di ampio respiro, ne Les préludes è possibile riscontrare quattro sezioni di carattere opposto in cui si alternano momenti di distensione ad altri di pathos. Come il poeta, anche Liszt si interroga sul significato dell’esistenza umana a partire dall’Andante maestoso con quel suo motivo iniziale esitante che ha il tono della domanda destinata a non avere risposta, almeno fino a quando i corni e le viole non intonano il tema d’amore, il leitmotiv che ricomparirà più volte nel corso del poema. Ma le dure prove della vita sono inevitabili e lo scontro giunge nella sezione in Allegro che segue. Dopo ogni tempesta c’è sempre il momento di quiete e Liszt lo affida a un Allegretto pastorale che con la sua dolcezza ha il potere di sanare ogni turbamento. Il momento consolatorio ha però breve durata e uno squillo di tromba richiama l’uomo alla lotta in prima linea. Torna il leitmotiv e il cerchio si chiude con una marcia perentoria scandita da ottoni e percussioni che suggella trionfalmente il confronto finale tra l’uomo e il suo destino.

 

Artisti
Direttore
Zubin Mehta

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Durata
Durata complessiva: 1 ora e 15 minuti circa
Prezzi
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Locandina