Accademia
John Eliot Gardiner
John Eliot Gardiner
Il concerto verrà registrato martedì 9 marzo 2021 e, in seguito, trasmesso in streaming
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9 marzo 2021
9 marzo 2021


Pëtr Il'ič Čajkovskij
Sinfonia n. 2 in do minore op. 17, Piccola Russia

Edward Elgar
Variations on an Original Theme (Enigma Variations) op. 36 per orchestra
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Pëtr Il'ič Čajkovskij: Sinfonia n. 2 in do minore op. 17 ‘Piccola Russia’
L’ispirazione per la Sinfonia n. 2 in do minore op. 17 giunse a Čajkovskij nel 1872 durante una vacanza estiva trascorsa in Ucraina con la famiglia della sorella. Čajkovskij era cresciuto nell’alveo della tradizione musicale occidentale, da cui fu influenzato nello stile e nella scrittura, ma come già sperimentato nel suo primo lavoro sinfonico, anche per la Sinfonia n. 2 scelse di attingere dal patrimonio folcloristico della propria terra. L’epiteto Piccola Russia, che accompagna l’opera, si deve infatti alla presenza di canzoni popolari russe e ucraine, che sostanziano la sinfonia dal primo al quarto movimento. La prima esecuzione ebbe luogo a Mosca il 7 febbraio 1873 sotto la direzione di Nikolaj Rubinštejn. Il successo ottenuto non evitò tuttavia una revisione della partitura che portò alla seconda versione del 1881, secondo una prassi tipica di Čajkovskij mai pienamente soddisfatto della prima versione delle proprie opere. La sinfonia si apre con un Andante sostenuto in cui il corno intona un canto mesto, è la citazione della canzone popolare La nostra madre Volga che ricomparirà anche nell’Allegro. Nel secondo movimento, Andante marziale, Čajkovskij impiega il tema di una marcia scritta in precedenza per l’opera Undina, mai portata a termine, e una melodia di derivazione folcloristica. Lo Scherzo offre un bel campionario di effetti ritmici con le entrate a sorpresa dei legni che punteggiano la corsa sfrenata degli archi, mentre il movimento finale è costruito sulla citazione della canzone ucraina La gru, rielaborata e ripetuta a più riprese dalle varie sezioni orchestrali in un crescendo brillante e fastoso.

Edward Elgar: Variations on an Original Theme (Enigma Variations) op. 36
Considerato il padre della musica inglese di inizio Novecento, Sir Edward Elgar raggiunse fama internazionale con le Variazioni su un tema originale op. 36, meglio note come Enigma Variations. Fu il primo e grande successo per il musicista che fino a quel momento non aveva ancora composto una pagina orchestrale di ampio respiro. L’opera, nata per caso tra le quattro mura domestiche durante un esercizio di improvvisazione musicale, ottenne consenso unanime fin dalla prima esecuzione - diretta da Hans Richter a Londra il 19 giugno 1899 - catapultando Elgar nell’empireo dei compositori del suo tempo. Perfetto connubio di capacità costruttiva e humor inglese, le Enigma Variations constano di un tema di apertura seguito da quattordici variazioni che ritraggono in musica, in modo più o meno palese, alcune caratteristiche di amici e familiari dell’autore. Il primo mistero fu individuare chi si nascondesse dietro alle iniziali e ai nomignoli apposti a ogni variazione. Negli anni gli studiosi sono riusciti a dare un nome a tutti i protagonisti della lunga carrellata: la moglie, i musicisti compagni di trio, l’allieva violista, gli amici pianisti, il mecenate, l’editore, la nobildonna forse amata in segreto e così via, fino all’ultimo ritratto che Elgar dedica a se stesso. Ma il vero enigma nacque dalle parole scritte dall’autore in occasione della prima esecuzione: un altro e misterioso tema sarebbe stato usato in partitura senza mai comparire nella sua interezza, una sorta di contrappunto nascosto che nessuno studioso è riuscito a decifrare nonostante le numerose supposizioni avanzate nel tempo. Realtà o boutade? Poco importa, dal momento che Elgar non volle fornire ulteriori indizi sull’enigmatico tema nascosto invitando invece il pubblico ad ascoltare la sua musica senza condizionamenti esterni.