Accademia
Iván Fischer
Iván Fischer
Il concerto verrà registrato domenica 21 febbraio 2021 e, in seguito, trasmesso in streaming
Il concerto verrà registrato domenica 21 febbraio 2021 e, in seguito, trasmesso in streaming
21 febbraio 2021
21 febbraio 2021
 

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia in do maggiore K. 338

Antonín Dvořák
Sinfonia n. 7 in re minore op. 70

Si ringrazia Kuehne+Nagel per il sostegno


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Wolfgang Amadeus Mozart - Sinfonia in do maggiore K. 338
La sinfonia risale all’estate del 1780 ed è l’ultima delle sinfonie composte da Mozart a Salisburgo. In quel periodo il musicista era pieno di entusiasmo per quella che sarebbe stata la svolta della sua vita e della sua carriera. Avrebbe di lì a poco abbandonato l’impiego alla corte dell’arcivescovo Colloredo dove il suo genio non era certo compreso appieno e, lasciandosi alle spalle la condizione servile di musicista di corte, avrebbe imboccato la via della libera professione trasferendosi a Vienna. La Sinfonia n. 34 è in tre movimenti anziché in quattro, secondo il modello italiano che era in uso all’epoca a Salisburgo, ma anche se priva del Minuetto, risulta ben equilibrata con tre movimenti di pari durata e finissima costruzione. Vitalità ed entusiasmo si respirano fin dalle prime battute e trovano conferma nella scelta della tonalità d’impianto - l’assertivo do maggiore che si fa largo a passo deciso di marcia - e nel tono festoso del primo movimento. L’Andante di molto che segue è un capolavoro di grazia cameristica: solo le sonorità del quartetto d’archi con le viole divise a cui Mozart aggiunge il fagotto. Il movimento finale è invece irresistibile, tutto giocato sull’esuberante ritmo di tarantella che scatena un dialogo serrato tra gli strumenti in orchestra.

Antonin Dvořák - Sinfonia n. 7 in re minore op. 70
Sintesi esemplare di tradizione colta e spirito popolare slavo, la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Antonín Dvořák nacque all’epoca delle prime conferme internazionali del compositore. Fu la Società Filarmonica di Londra a commissionare al maestro boemo questa nuova sinfonia, in seguito al successo dei concerti da lui tenuti nella capitale inglese nel 1884. Dvořák era al tempo conosciuto e stimato soprattutto per la trasposizione orchestrale delle Danze slave, pagine dai tratti marcatamente folklorici particolarmente apprezzate dal pubblico inglese. Realizzata nell’arco di pochi mesi, tra dicembre del 1884 e marzo del 1885, la Sinfonia n. 7 debuttò a Londra il 22 aprile del 1885 sotto la direzione dell’autore. Vicina al modello sinfonico di Brahms - di cui Dvořák aveva ascoltato poco tempo prima la Terza Sinfonia rimanendone fortemente impressionato - la Sinfonia n. 7 mostra un carattere austero ed equilibrato, soprattutto nel primo movimento, ma anche tratti tipicamente slavi riscontrabili nelle melodie espanse che animano il secondo movimento (Poco Adagio), nello scatenato ritmo di danza boema dello Scherzo, fino al tema zingaresco e appassionato che dà vita e chiude trionfalmente l’Allegro finale.