
Teatro del Maggio - Foyer di Galleria
Martedì 12 maggio 2026, ore 17
Presentazione del volume
Giacomo Meyerbeer, la gloria e il disprezzo.Vita, opere, fortuna
di Maurizio Modugno
(Zecchini Editore)
Intervengono Maurizio Modugno, Giancarlo Landini e Giovanni Vitali
Non è casuale che la prima presentazione di questo nuovo, importante volume abbia luogo a Firenze, la città che nell’Ottocento fu la più “meyerbeeriana” d’Italia.
Il libro è il primo studio di un autore italiano dedicato al grande compositore berlinese secondo criteri storico-musicologici. L’autore ne ha ricostruito la biografia partendo da fonti di prima mano o d’epoca di poco successiva al compositore, individuandone sia le vicende personali e artistiche, sia le ragioni di una gloria non pareggiabile lui vivente, sia i motivi d’un disprezzo postumo che ancor oggi serpeggia presso alcuni studiosi. La narrazione è continuamente storicizzata e raffrontata con gli eventi politici e musicali, di società e di costume del suo arco biografico. L’inimicizia e la rivalità con Schumann, Heine e Wagner è indagata almeno quanto la stima e l’amicizia di Liszt e George Sand, di Théophile Gautier e di Berlioz. Nonché di italiani come Paganini, Rossini e Verdi. La seconda parte del volume è dedicata all’analisi dell’intera produzione teatrale di Meyerbeer, ponendone in rilievo le peculiarità, le novità, le influenze recepite dal passato e a sua volta esercitate sul futuro. Nonostante i repertori dei teatri d’opera dal primo Novecento abbiano lentamente espunto i grand-opéras di Meyerbeer, nonostante oggi il ritorno di questi alla ribalta operistica sia in atto, ma non sia costante, Giacomo Meyerbeer e la sua produzione musicale vanno considerati come un punto nodale e fondante della storia della musica operistica.
La presentazione precede la “prima” di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, seconda opera in programma nel Festival del Maggio Musicale Fiorentino 2026. È unanime opinione della critica che le opere verdiane maggiormente influenzate da Meyerbeer siano il Macbeth, I vespri siciliani, il Don Carlos e Un ballo in maschera. In particolare si cita il duetto Riccardo-Amelia della scena all’orrido campo, quasi testualmente ripreso dal duetto Raoul-Valentine di Les Huguenots. Sono tuttavia anche la scena della congiura e il finale del quadro di Ulrica a ricordarsi molto degli Huguenots. Così come l'autodafé del Don Carlos rispetto al Profeta e il Robert le Diable rispetto al Macbeth.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili