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Alberto Mattioli presenta il suo ultimo libro “Meno grigi, più Verdi” (Garzanti)

Firenze, 24 maggio 2018 – Un’istantanea di Giuseppe Verdi ma anche un’analisi puntuale del ritratto che il compositore seppe fare degli italiani. È dedicato al genio di Busseto  “Meno grigi, più Verdi. Come un genio ha spiegato l’Italia agli italiani” (Garzanti),  il saggio del giornalista e scrittore Alberto Mattioli che venerdì 25 maggio alle 18 verrà presentato al bookshop del Teatro del Maggio insieme al sovrintendente Cristiano Chiarot e a Giovanni Vitali. Il pubblico che interverrà alla presentazione potrà acquistare il biglietto per la seconda recita de “La Battaglia di Legnano” con la regia di Marco Tullio Giordana, in programma la sera stessa alle 20, al prezzo ridotto di 15 euro.

Verdi è certamente il più celebre e popolare tra gli operisti italiani: i suoi melodrammi continuano a essere rappresentati nei teatri di tutto il mondo. Ma Verdi è stato anche qualcosa di più: insieme a pochi altri grandi compatrioti (Machiavelli, Leopardi, Fellini) ha saputo descrivere gli italiani non per come credono di essere, ma per come sono veramente.

Le sue opere sono i modelli dei nostri (tanti) vizi e delle nostre (poche) virtù: la prima scena del Rigoletto sembra svolgersi durante una delle cene eleganti di Arcore; il protagonista di Un ballo in maschera è l’archetipo del bamboccione di provincia, già pronto per comparire nei Vitelloni; Radamès è il ragazzo di buona famiglia che si innamora della colf immigrata Aida invece che di un mezzosoprano socialmente compatibile. E nei suoi capolavori tutti, fra una cavatina e un duetto, ritroviamo atmosfere, situazioni e istituzioni che sono, nel bene e nel male, tipicamente italiane: la famiglia, il rapporto con le donne e con la Chiesa, la noia della provincia, il ruolo degli intellettuali, il peso del denaro. Con sterminata ammirazione, Alberto Mattioli ci insegna a riconoscere in queste pagine divertite e partecipi come Verdi – rappresentandoli con lucida e profonda consapevolezza – ha fatto gli italiani. Senza dimenticare che, in fondo, anche gli italiani hanno fatto Verdi.

Ingresso libero