La Traviata torna sul palcoscenico del Maggio e offre alla città una recita speciale a 10 euro per festeggiare i 90 anni dell’Orchestra

Dal 29 novembre al 9 dicembre va in scena La traviata nell’allestimento di Francesco Micheli. Sul podio il maestro Enrico Calesso e Ekaterina Bakanova nel ruolo di Violetta. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dedica la recita del 29 novembre al Maestro Tullio Serafin, nell’ambito delle celebrazioni ufficiali per il 50° anniversario della scomparsa istituite dall’Archivio Storico Tullio Serafin.

Firenze, 28 novembre 2018 – Torna sul palcoscenico il 29 novembre alle 20  – con la dedica del Maggio al maestro Tullio Serafin – ed entra nel repertorio del Maggio Fiorentino La traviata di Giuseppe Verdi con la drammaturgia e regia di Francesco Micheli che, in questa occasione, vede sul podio il maestro Enrico Calesso dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Dopo aver debuttato due mesi fa nello scorso mese di settembre, per la Trilogia Popolare Verdiana assieme a Il trovatore e Rigoletto, La traviata  (altre recite 1, 5 e 7 dicembre alle 20; 9 dicembre alle 15:30) vede Ekaterina Bakanova nel ruolo di Violetta.

Speciale la recita del 9 dicembre che, per celebrare i 90 anni dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino fondata nel 1928 dal maestro Vittorio Gui, verrà offerta al prezzo speciale di 10 euro a biglietto. In quella giornata il teatro aprirà inoltre le porte alla città di Firenze per una serie di visite guidate ai luoghi dove nascono gli spettacoli: dal palcoscenico alla sartoria, dai camerini degli artisti alle sale prove dell’Orchestra e del Coro fino agli ampi foyer, la sala grande e la cavea all’aperto.

Il colore emblema de La traviata, nella rilettura di Francesco Micheli, è il bianco, simbolo della purezza, colore delle camelie (la storia è ispirata al racconto La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio), che rappresenta il candore di Violetta. Un candore interiore, che va ben oltre i vestiti con cui è abbigliata o le azioni che compie (nella regia di Francesco Micheli, Violetta si immerge anche in una enorme coppa come una ballerina di burlesque e indossa abiti molto vistosi) e che guarda piuttosto all’autenticità del suo animo. Purezza e autenticità che, alla fine dell’opera, non vedono la protagonista accasciarsi sul palcoscenico stroncata dalla tisi, ma allontanarsi verso un simbolico orizzonte candido, come un’ascesi verso un’altra dimensione.