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Joana Carneiro riprende i percorsi musicali nordeuropei dal podio del Maggio

Firenze, 26 novembre 2019 – Sarà la giovane direttrice d’orchestra portoghese Joana Carneiro a riprendere le fila dei Percorsi musicale nordeuropei (tema che lega gli appuntamenti della stagione sinfonica 2019-2020 al Maggio) con il concerto in programma venerdì 29 novembre alle 20. Direttore principale dell’Orquestra Sinfonica Portuguesa al Teatro São Carlos di Lisbona e direttore artistico dell’Estágio Gulbenkian para Orquestra, Carneiro salirà sul podio fiorentino per condurre l’Orchestra del Maggio in una selezione di brani che vanno dal Prélude a l’après-midi d’un faune L 87 di Claude Debussy a Nyx, pezzo di Esa-Pekka Salonen alla sua prima esecuzione fiorentina fino alla Sinfonia n. 5 in mi bemolle maggiore op. 82 di Jean Sibelius.

Claude DebussyPrélude à l’après-midi d’un faune
Artista sensibile più di ogni altro al fascino della poesia del suo tempo, Claude Debussy ha creato un linguaggio dove edonismo sonoro e suggestioni extra-musicali si fondono alla perfezione. Il suo primo capolavoro sinfonico, Prélude à l’après-midi d’un faune, si ispira non a caso a un’egloga di Mallarmé, il poeta vate del simbolismo francese e tra i più stimati da Debussy, che ne frequentava il coltissimo salotto. In quel clima decadente e simbolista il giovane compositore aveva maturato la concezione di un’arte fatta di allusioni da tradurre in musica attraverso un continuo trascolorare di sonorità evanescenti. E così nel Prélude le pulsioni erotiche del fauno di Mallarmé prendono vita nella languida melodia iniziale del flauto, un arabesco sensuale che si libra nel vuoto in forma totalmente libera per poi scorrere in un flusso di armonie e colori cangianti. Alla prima esecuzione, il 22 dicembre 1894, gli avversari di Debussy ne biasimarono la scrittura ondivaga, con quell’indefinibile modulazione della frase melodica, mentre il diretto interessato, Mallarmé, ne apprezzò la bellezza suggestiva, sottolineando come la musica di Debussy avesse prolungato l’emozione del suo poema e ne avesse fissato lo scenario più di qualsiasi resa pittorica.

Esa Pekka-SalonenNyx
Divinità antichissima della mitologia greca, Nyx è la dea della notte, figlia di Caos. La sua figura estremamente vaga e misteriosa ha ispirato il direttore d’orchestra e compositore Esa-Pekka Salonen, che le ha dedicato una pagina per grande orchestra composta tra il 2010 e il 2011. ‘Iniziando il processo compositivo mi sono posto di fronte a una sfida particolare, a qualcosa che non avevo mai fatto prima: scrivere un contrappunto complesso per quasi cento musicisti che suonano a tutta velocità senza perdere la chiara definizione di linee e strati differenti, qualcosa che Strauss e Mahler padroneggiavano a perfezione’, scrive Salonen a proposito della sua opera. E in Nyx, a differenza di sue composizioni passate che si basavano sul principio della variazione tematica, Salonen adotta una forma in cui le idee musicali conservano il loro carattere per tutto il brano, mentre è il clima espressivo a subire mutazioni continue con un’infinita varietà di sfumature.

Jean SibeliusQuinta Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 82
La Quinta Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 82 fu commissionata a Sibelius dal governo finlandese, intenzionato a celebrare solennemente il cinquantesimo compleanno del suo più noto compositore. Fu lo stesso Sibelius a dirigerne la prima esecuzione a capo dell’Orchestra Filarmonica di Helsinki l’8 dicembre del 1915. Ma nonostante il successo ottenuto, l’autore non si ritenne soddisfatto della sua ultima opera tanto da sottoporla a ben due revisioni, nel 1916 e nel 1919. In quel periodo Sibelius era assillato dal pensiero della forma sinfonica, che avrebbe voluto ridefinire, ad esempio, attraverso la germinazione organica dei motivi, allontanandosi dal principio dialettico della forma-sonata. E nell’ultima revisione Sibelius decise di modificare anche la struttura canonica della sinfonia, condensando i quattro movimenti iniziali in tre: i due primi movimenti della versione originaria sono riuniti in un unico e complesso primo movimento dalla struttura circolare e basato sulla ridistribuzione del materiale tematico, il secondo movimento è una sorta di intermezzo costruito come una serie di variazioni, mentre il terzo è caratterizzato da accenti solenni che convergono verso un finale enfatico.

Il concerto sarà trasmesso in differita da Rete Toscana Classica