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Elisa Fuksas presenta “Noi, due, quattro…”

Firenze, 5 settembre 2019 – È l’opera che riapre ufficialmente la programmazione lirica del Teatro del Maggio dopo la pausa agostana, la prima parte del dittico (seguita da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo) che verrà rappresentato a partire dal 13 settembre alle 20 (altre recite 20 e 25 settembre ore 20; 22 settembre ore 15:30). Si intitola Noi, due, quattro l’opera inedita commissionata dal Teatro del Maggio, a Elisa Fuksas – al suo esordio nel mondo della lirica – che firma la regia e il libretto che andrà in scena in prima rappresentazione assoluta sul palcoscenico fiorentino. Musicata dal compositore Riccardo Panfili e col maestro Valerio Galli a dirigere l’Orchestra e il coro del Maggio (interpreti principali: Paolo Antognetti, Federica Giansanti), l’opera – contemporanea nei contenuti oltre che nella partitura –  è una storia di amore e tradimento ai tempi dei social e prende ispirazione da una storia realmente accaduta. Protagonista è una coppia sposata che cede, “come antidoto alla noia della relazione”, alla curiosità di iscriversi ad un sito di incontri. I due cominciano parallelamente una relazione online che prende due pieghe nettamente differenti, e se lei, Eva, incontra di persona il suo amante, un uomo in carne ed ossa, suo marito Niccolò si innamora perdutamente di una donna che scopre essere solamente virtuale.

Il libretto  – spiega Elisa Fuksasnasce dal ricordo di un fatto di cronaca. Una storia vera che sembra impossibile. Anni fa in America è stato hackerato un popolare sito di incontri, quindi furono pubblicati tutti gli utenti del sito. Tra questi un pastore che travolto dalla vergogna si suicidò. L’uomo si tolse la vita per una donna mai esistita. Ma allora chi era quella donna? Un Bot. In pratica, una tragedia scatenata dalle intenzioni ancor più importanti delle azioni. Ma Noi, due, quattro… non sceglie l’epilogo tragico della cronaca e ricomprende il tradimento, seppur immaginario, nella realtà, scoprendo una trama di infedeltà incrociate e insospettabili che sfiora la commedia. È una storia d’amore e tradimento al tempo dei social. O, più semplicemente, una storia d’amore.

Sogno l’opera da sempreaggiunge la regista  -. Da bambina imparavo i libretti a memoria prima ancora di saper leggere, certa che sarei diventata una cantante lirica. Il vero privilegio (e salvezza) è stato quello di iniziare a scrivere contemporaneamente le parole, io, e la musica, Riccardo Panfili, mentre idee di regia e scenografia già apparivano liberamente durante i nostri incontri. Quasi subito ho deciso di smettere di pensare per immagini – lasciando andare il cinema – per costruire un percorso emotivo e visivo alimentato dalla musica, che permettesse lo scambio di energia tra voce, recitazione e messa in scena”.