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Zubin Mehta e l’Orchestra del Maggio in un concerto in streaming gratuito: giovedì 11 febbraio 2021, ore 20

Zubin Mehta e l’Orchestra del Maggio in un concerto in streaming gratuito: giovedì 11 febbraio 2021, ore 20

Zubin Mehta dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.
Il concerto sinfonico sarà trasmesso in streaming gratuito l’11 febbraio alle ore 20 sul sito web del Teatro e rimarrà disponibile per un mese.
La registrazione in collaborazione con Dynamic. In programma le composizioni di Franz Schubert, Franz Joseph Haydn, e Franz Liszt.

Firenze, 8 febbraio 2021 – Il maestro Zubin Mehta dopo il concerto sinfonico corale La Creazione di Haydn e l’Otello verdiano dello scorso novembre 2020 al Maggio, torna nel suo teatro d’elezione e dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in un concerto “fuori programma” che verrà trasmesso in streaming gratuito, visibile per trenta giorni sul sito web del Teatro del Maggio a partire dall’11 febbraio alle ore 20.

Il concerto sinfonico è stato registrato il 2 febbraio prima che il maestro partisse per i suoi impegni al Teatro alla Scala dove ha diretto un concerto sinfonico il 6 febbraio e dove affronterà l’opera Salome di Richard Strauss che, come per il concerto, sarà trasmessa in streaming dal Teatro milanese. Al suo ritorno a Firenze dopo gli impegni scaligeri, il maestro Mehta ha in programma per il Maggio l’importante e attesa nuova produzione di Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Sven Erich Bechtolf.

Con questo concerto il Maestro propone due compositori a lui molto cari come Haydn e Schubert e prosegue, con la seconda sinfonia di quest’ultimo, il ciclo integrale sul compositore austriaco iniziato la scorsa estate. A Schubert e Haydn affianca, in questo programma, il virtuosismo orchestrale di Liszt, al maestro Mehta particolarmente congeniale.

Ad aprire il concerto trasmesso l’11 febbraio è infatti la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D. 125 di Franz Schubert, composta tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815, nella quale emerge l’intraprendenza del compositore e la sua voglia di sperimentare in campo armonico per cercare una sensibilità compositiva originale e personale. A seguire la Sinfonia in re maggiore Hob:I:96, Il miracolo, di Franz Joseph Haydn il cui titolo fa riferimento, anche se impropriamente, a un aneddoto: si racconta che alla fine della prima esecuzione una parte del pubblico si alzò dalle poltrone avvicinandosi al palco per complimentarsi con il Haydn, quando un lampadario si staccò dal soffitto schiantandosi proprio sulle sedute in quel momento fortunatamente vuote. In conclusione del programma, il maestro Mehta dirigerà Les Préludes, il terzo e più noto dei tredici poemi sinfonici composti da Franz Lisz: come l’ode del poeta Alphonse de Lamartine, a cui fa riferimento, anche il compositore si interroga sulla condizione esistenziale dell’uomo, che lotta e si afferma fra gioie e dolori.

Il programma di sala è disponibile gratuitamente sul sito del Teatro alla pagina dedicata al concerto: https://www.maggiofiorentino.com/events/zubin-mehta-57.
La durata complessiva è di un’ora e quindici minuti circa.

Franz Schubert
Se è indubbio che le prime sinfonie composte da Schubert tra i sedici e i diciotto anni siano ascrivibili a un esercizio di apprendistato maturato nell’alveo del classicismo viennese, è pur vero che in esse sia già riscontrabile una sensibilità sinfonica originale e personalissima. Ne è esempio la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore che impegna Schubert tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815 per ben quindici settimane, un tempo lunghissimo se paragonato alle repentine gestazioni della Prima e della Terza, nate in pochi giorni. La struttura scelta è la consueta: un Adagio introduttivo seguito da un Allegro in forma-sonata, un Andante, qui in forma di tema con variazioni, un Minuetto in stile settecentesco e un Presto finale. Ma mentre da un lato Schubert si mostra rispettoso delle convenzioni classiche, nei movimenti centrali specialmente, dall’altro manifesta intraprendenza e voglia di sperimentare in campo armonico e formale, attraverso le modulazioni originali e inaspettate del primo tempo e i marcati contrasti dinamici e timbrici di matrice beethoveniana nell’ultimo movimento.

Franz Joseph Haydn
Le dodici sinfonie ‘londinesi’ di Haydn, composte tra il 1791 e il 1795 in occasione delle due fortunate tournée nella capitale inglese, rappresentano l’apice della sua produzione orchestrale. Quarta del gruppo, la Sinfonia n. 96 in re maggiore The miracle fu composta nel 1791 ed eseguita l’11 marzo dello stesso anno a Londra. Il titolo apocrifo Il miracolo è dovuto a un singolare incidente accaduto la sera dell’esecuzione. Come prassi del tempo, Haydn dirigeva le sue sinfonie seduto al cembalo. Si racconta che alla fine del concerto una parte del pubblico si alzò dalle poltrone avvicinandosi al palco per complimentarsi con il Maestro, quando un lampadario si staccò dal soffitto schiantandosi proprio sulle sedute in quel momento fortunatamente vuote. Come le altre ‘londinesi’, anche la Sinfonia n. 96 si apre con un’introduzione lenta, un gesto solenne che anticipa un Allegro ricco di invenzioni timbriche. L’Andante che segue è costruito su un tema e variazioni di gusto rococò, mentre il grazioso Minuetto si muove a passo di danza popolare. Nel Finale spicca invece un rondò dal tema brillante che chiude festosamente l’opera.

Franz Liszt
Les préludes è il terzo e più noto dei tredici poemi sinfonici composti da Franz Liszt, sebbene sia nato in altra veste. Nel 1844 Liszt aveva realizzato un’ouverture per una composizione corale intitolata Les quatre éléments, su testo del poeta Joseph Autran, rimasta inedita. Qualche anno dopo, nel 1850, decise di rielaborare quella composizione per farne un poema sinfonico. I lavori si protrassero fino al 1854, anno del debutto de Les préludes nella sua veste definitiva a Weimar sotto la direzione dello stesso autore. Il programma letterario dell’opera, aggiunto da Liszt a composizione ultimata, fa riferimento a un’ode del poeta Alphonse de Lamartine – una riflessione sul tema dell’uomo in perenne lotta contro le avversità della vita – contenuta nella raccolta Nouvelles méditations poétiques. Anche se la struttura del poema sinfonico è in un unico movimento di ampio respiro, ne Les préludes è possibile riscontrare quattro sezioni di carattere opposto in cui si alternano momenti di distensione ad altri di pathos. Come il poeta, anche Liszt si interroga sul significato dell’esistenza umana a partire dall’Andante maestoso con quel suo motivo iniziale esitante che ha il tono della domanda destinata a non avere risposta, almeno fino a quando i corni e le viole non intonano il tema d’amore, il leitmotiv che ricomparirà più volte nel corso del poema. Ma le dure prove della vita sono inevitabili e lo scontro giunge nella sezione in Allegro che segue. Dopo ogni tempesta c’è sempre il momento di quiete e Liszt lo affida a un Allegretto pastorale che con la sua dolcezza ha il potere di sanare ogni turbamento. Il momento consolatorio ha però breve durata e uno squillo di tromba richiama l’uomo alla lotta in prima linea. Torna il leitmotiv e il cerchio si chiude con una marcia perentoria scandita da ottoni e percussioni che suggella trionfalmente il confronto finale tra l’uomo e il suo destino.