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Torna il “Ciclo Mozart”, Federico Maria Sardelli dirige l’Orchestra del Maggio nella Sinfonia “Salisburghese”

Torna il “Ciclo Mozart”, Federico Maria Sardelli dirige l’Orchestra del Maggio nella Sinfonia “Salisburghese”

In programma anche musiche di Händel, Kraus e Carl Philipp Emanuel Bach.
Già tutto esaurito il concerto al Teatro Goldoni

Firenze, 8 gennaio 2020 – Torna il “Ciclo Mozart” curato da Federico Maria Sardelli, che giovedì 9 gennaio al Teatro Goldoni di Firenze dirigerà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nell’esecuzione della Sinfonia n.23 in re maggiore K. 181 di Wolfgang Amadeus Mozart. Nel programma della serata, i cui biglietti sono già esauriti in prevendita, anche la Sinfonia in mi minore Wq. 178 di Carl Philipp Emanuel Bach, la Sinfonia in do minore VB 142 di Joseph Martin Kraus e il Concerto a due cori HWV 333 Georg Friedrich Händel.

La Sinfonia n.23 in re maggiore K. 181 è la seconda, in ordine cronologico di composizione, di quel ciclo di sinfonie ricordate come “Salisburghesi” perché composte nel marzo del 1773 da un Wolfgang Amadeus Mozart allora diciassettenne da poco rientrato nella città natale dopo il suo terzo viaggio in Italia.

Un viaggio – destinato peraltro a essere il suo ultimo nel nostro Paese – la cui influenza è testimoniata dal modo in cui Mozart sembra appropriarsi di certi tratti della composizione all’italiana. Una scrittura elegante e brillante che emerge già nella grande ricchezza e varietà di idee del primo di tre movimenti collegati tra loro (come usava proprio nelle sinfonie d’opera italiane), l’Allegro spiritoso che fa da prologo al dolce dialogo tra le melodie degli archi e dell’oboe del secondo movimento, l’Andantino grazioso, prima del rondò conclusivo, il Presto assai, in cui le recenti acquisizioni musicali di Mozart si sposano alla tradizione tedesca delle marce più ritmate.

Anche la Sinfonia n.23 in re maggiore K. 181 è insomma un’altra testimonianza della capacità unica di conoscere, fondere e riscrivere eredità musicali e culturali distanti che ha reso il suo autore uno dei più grandi compositori di sempre.

Non solo Mozart, però. Come da formula ormai consolidata, il programma dei concerti del “Ciclo Mozart” diretto dal maestro Federico Maria Sardelli comprende composizioni di autori precedenti e contemporanei al salisburghese, secondo un approccio filologico che tracci un percorso attraverso la storia della sinfonia.

L’Orchestra del Maggio eseguirà dunque anche la Sinfonia in mi minore Wq. 178 di Carl Philipp Emanuel Bach, la Sinfonia in do minore VB 142 di Joseph Martin Kraus e il Concerto a due cori HWV 333 Georg Friedrich Händel.

Circa 35 anni separano i Concerti a due cori (1747/1748) di Händel dalla Sinfonia in do minore (1783) di Kraus. Ma radicale è il mutamento del modo di scrivere per orchestra. Al superamento dell’orchestra barocca contribuì (insieme a molti altri) uno dei figli di Bach più illustri e più cari a Mozart, Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788). La sua Sinfonia in mi minore è una di quelle composte a Berlino, al servizio di Federico II: databile 1756, nella tesa energia dell’iniziale Allegro assai offre un esempio di concezione formale preclassica.

Joseph Martin Kraus (1756-1792), formatosi a Mannheim, compì grazie a Gustavo III un viaggio di studio in Europa di quattro anni dal 1782: a Vienna incontrò Haydn, cui dedicò la Sinfonia in do minore del 1783. Qui si riconoscono le radici nella scuola di Mannheim e nel clima dello Sturm und Drang, ma l’impeto espressivo, la complessità e la matura ricchezza di questa sinfonia meritano il riconoscimento di Haydn, che ne considerava l’autore un genio.

Probabilmente Georg Friedrich Händel usò il Concerto a due cori in fa maggiore come “intermezzo” per l’oratorio Alexander Balus (Londra 23 marzo 1748). Accanto agli archi (con il basso continuo) ci sono due “cori” di fiati, formati entrambi da due corni, due oboi e fagotto. Parte della musica, di sontuosa e festosa ricchezza, rielabora materiali da Esther, Messiah e Occasional Oratorio.