Torna il ciclo Mahler: Fabio Luisi dirige la Sinfonia dei Mille

Torna il ciclo Mahler: Fabio Luisi dirige la Sinfonia dei Mille

Giovedì 11 aprile alle 20 torna sul podio il maestro Luisi per dirigere l’Orchestra del Maggio  nella colossale Sinfonia n. 8 in mi bemolle maggiore, il vertice della produzione mahleriana. Il concerto segna un altro “tutto esaurito” al Maggio.

Firenze, 9 aprile 2019 – Nuovo appuntamento con la musica sinfonica al Teatro del Maggio. Giovedì 11 aprile alle 20 torna sul podio il maestro Fabio Luisi, direttore musicale del teatro, per dirigere l’Orchestra del Maggio in un nuovo concerto del ciclo sinfonico dedicato a Gustav Mahler. In programma l’imponente Sinfonia n. 8 in mi bemolle maggiore conosciuta anche come “Sinfonia dei Mille”. Insieme all’Orchestra, al Coro e al Coro delle voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino, ci sarà anche il soprano Jennifer Rowley, il soprano Valentina Farcas, il contralto Olesya Petrova, il contralto Diana Haller, il tenore Brenden Gunnell, il baritono Roman Trekel e il basso Rafał Siwek oltre al Coro del Teatro Carlo Felice di Genova diretti dal maestro Lorenzo Fratini. Il concerto segna un altro “tutto esaurito” al Maggio.

In occasione della prima esecuzione il 12 settembre 1910 i numeri furono da capogiro: otto solisti, un doppio coro misto di oltre cinquecento elementi, trecentocinquanta voci bianche, centosettanta strumenti in orchestra, un organo, nonché tremila persone raccolte in un padiglione di legno allestito. Un’opera colossale, definita non a caso “Sinfonia dei mille”, che segna il vertice della produzione mahleriana e della cui grandezza e originalità era ben consapevole lo stesso autore: “Ho appena finito la mia Ottava, è la più grande che abbia scritto fino adesso, è così particolare nel contenuto e nella forma che niente si può scrivere su questo. Pensate che l’universo cominci a emettere musica e suoni. Non sono più voci umane ma pianeti e soli che ruotano.”

Nell’estate del 1906, mentre si trova a Maiernigg per le vacanze estive, Mahler si imbatte nel testo dell’inno liturgico Veni, creator spiritus: è subito ispirazione e in preda a un impetuoso slancio creativo il compositore stende in sole otto settimane quello che diventerà un affresco sinfonico-corale grandioso. Dopo le ultime tre sinfonie puramente strumentali – Quinta, Sesta e Settima – Mahler decide di ritornare alla voce umana, strumento privilegiato a cui affidare il messaggio di amore al centro della sua nuova creazione. Sebbene per l’innovativo impianto formale – due soli monumentali movimenti interamente cantati – si discosti dalla struttura canonica della sinfonia, avvicinandosi piuttosto all’oratorio o alla cantata, l’Ottava soggiace tuttavia a una volontà costruttiva unitaria e di respiro sinfonico, sottolineata dai continui rimandi tematici, tonali e poetici tra le due macro sezioni, tanto che l’apparente distanza tra l’inno liturgico medievale nel primo movimento e l’ultima scena del Faust di Goethe nel secondo sembra annullata dall’idea comune di amore universale, inteso come amore creatore e redentore. Con l’Ottava Mahler ottenne il suo più alto riconoscimento in vita; quell’opera ibrida in cui convivono scritture molteplici, dal dotto contrappunto al sinfonismo tardo romantico, dal corale allo stile vocale teatrale, fu accolta da quasi trenta minuti di applausi ininterrotti, il doveroso omaggio alla grandezza di un musicista acclamato unanimemente solo in quell’occasione.